Programmi

IL GENERALE DALLA CHIESA

Mediaset
presenta
una produzione R.T.I.
prodotta da
Paolo Bassetti e Massimo Del Frate
per Mediavivere S.r.l.

Regia
Giorgio Capitani

Aiuto regia
Alessandro Capitani

Soggetto e sceneggiature
Fabrizio Bettelli, Elia Contini

Musiche
Natale Massara

Casting
Simona Tartaglia

Suono in presa diretta
Massimo Pisa

Costumi
Enrica Biscossi

Scenografia
Antonello Geleng, Maria Pinzuti

Direttore di produzione
Walter Mancini, Tommaso Tyler

Direttore della fotografia
Enrico Lucidi

Montaggio
Antonio Siciliano

Assistente al montaggio
Roberto Siciliano

Delegato di produzione R.T.I.
Monica Tommasi

Produttore R.T.I.
Marco Videtta

Story Editor R.T.I.
Michela Palladino

Supervisore alla produzione
Rosa Urso

Organizzatore generale
Riccardo Cardarelli

Produttore esecutivo Mediavivere
Giannandrea Pecorelli

Interpreti
Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, Francesca Cavallin, Milena Mancini, Marco Vivio, Chiara Mastalli, Benedetta Valanzano, Lorenzo Majnoni, Alberto Angrisano, Edoardo Velo, Fabrizio Romagnoli, Anita Kravos, Michele D'anca, Ninni Bruschetta, Vincenzo Bellamich, Teo Bellia, Andrea Rivera, Sandro Giordano, Alessandro Luci, Anna Ammirati, Emilio De Marchi, Giacomo Piperno, Augusto Zucchi, Giorgio Bettozzi, Alvaro Piccardi, Paolo Casiraghi, Carola Stagnaro

Film tv in 2 puntate - Canale 5 - Prima Serata
In onda da Lunedì 10 e martedì 11 settembre 2007


"Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato,
delle sue istituzioni e delle leggi. Non possiamo oltre delegare questo potere
né ai prevaricatori, né ai prepotenti né ai disonesti"
(Carlo Alberto dalla Chiesa)

IL GENERALE DALLA CHIESA
La lotta contro i nemici invisibili del terrorismo e della mafia, il profondo senso dello Stato, l'estrema dedizione all'Arma e l'amore per la famiglia. Sono questi alcuni elementi de        Il generale dalla Chiesa, la miniserie in 2 puntate, liberamente ispirata alla vita di Carlo Alberto dalla Chiesa, diretta da Giorgio Capitani e interpretata da Giancarlo Giannini, prodotta da Mediavivere e presentata a luglio scorso, in anteprima mondiale, al RomaFictionFest.
Al centro del racconto, scritto da Fabrizio Bettelli ed Elia Contini con la collaborazione preziosa dei figli del generale, c'è la figura di Carlo Alberto dalla Chiesa, colto nel momento culminante della sua carriera: gli anni della lotta al terrorismo e la sfortunata quanto breve esperienza di prefetto a Palermo, che gli costò la vita.
Una storia unica eppure esemplare, quella raccontata da Il generale dalla Chiesa, imperniata su una figura forte dell'immaginario collettivo italiano: un uomo potente, un alto ufficiale dei carabinieri dalle straordinarie qualità, capace di investigare sulla mafia come sul terrorismo con tecniche fino ad allora sconosciute alle forze dell'ordine italiane. Negli anni 70, nel Nord Italia, si trovò a fronteggiare un nemico invisibile e potentissimo, il terrorismo rosso nella sua più virulenta stagione di sangue. "Non sono samurai invincibili", scriveva Walter Tobagi qualche tempo prima di venir ucciso proprio dalle Br. Il generale dalla Chiesa dimostrò che davvero non lo erano: braccandoli tra Torino, Milano e Genova, scovandoli nei covi sparsi per le campagne, isolandoli dal loro "brodo di coltura", riuscì ad arrestare i capi brigatisti, infiltrare suoi uomini nelle loro strutture, spingere alcuni terroristi al pentimento.
Fu una battaglia vinta da Carlo Alberto dalla Chiesa, da militare e da uomo. Da una parte sapienza militare, esercizio inflessibile del comando, gli alamari da carabiniere cuciti sulla pelle, come amava dire lui; dall'altra una cultura della vita che coltivava soprattutto nel rapporto con la famiglia e i collaboratori, una profonda conoscenza dell'animo umano, capacità di ascolto e di comprensione. Le qualità, queste ultime, che nella miniserie sono l'altra faccia del generale, quella privata. Quella del suo rapporto con la moglie Dora (Stefania Sandrelli), amatissima, che morirà nel pieno della battaglia contro il terrorismo; quella del legame fortissimo con i figli Rita, Nando e Simona (interpretati rispettivamente da Milena Mancini, Marco Vivio e Chiara Mastalli); e quella, infine, della relazione e del breve matrimonio con la giovane Emanuela Setti Carraro (Francesca Cavallin), che morirà con lui a Palermo.
E proprio la Sicilia, in cui aveva già vissuto e lavorato a lungo, è l'ultimo approdo di Carlo Alberto dalla Chiesa, il "prefetto dei cento giorni". Nella seconda parte della fiction lo vediamo abbandonato dallo Stato, inviso alle consorterie politiche locali, trucidato con la moglie e un agente di scorta la sera del 3 settembre 1982. Una morte simbolica, giusto un quarto di secolo fa, che impresse indelebilmente nella mente degli italiani l'immagine della nuova mafia corleonese, violentissima ed eversiva, che proprio in quegli anni andava consolidando il suo potere a Palermo.
Il Generale dalla Chiesa non è solo il ritratto di un uomo, ma anche un omaggio a tutti coloro che, come lui, ressero l'urto di anni assai difficili tenendo fermi i valori di legalità e democrazia. Una storia del nostro passato, capace di parlare al presente.


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