GIRLS, GUNS & ISIS - PRIMA TV

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO ALLE 21.15 - L’inviata Stacey Dooley si unisce alle ex schiave del sesso dell'ISIS mentre si preparano a combattere e si dirigono verso la prima linea.

Al centro del racconto, un battaglione Yazidi tutto al femminile, mosso dal desiderio di vendicare i loro cari uccisi dall’Isis. Nel 2014, infatti, 50.000 Yazidi si sono allontanati dalle proprie terre, nel Nord dell'Iraq, per raggiungere il monte Sinjar: tentavano di sfuggire all’avanzata dell’Isis, ma - senza cibo e acqua - sono morti in migliaia e quelli rimasti sono stati massacrati o catturati. Più di 5.000 donne, invece, sono state catturate come schiave del sesso per gli uomini del Califfato e, nel 2016, circa 2.000 di loro erano ancora prigioniere.

A due anni dal genocidio, la reporter ha trascorso due settimane con un gruppo di giovani coraggiose, molto temute dai jihadisti perché sono convinti che se uccisi da una donna non potranno raggiungere il Valhalla («il paradiso dei jihadisti»).

La reporter inglese documenta la vita nel campo di addestramento, mentre alcune ragazze si preparano per unirsi al battaglione in prima linea e poi combattere. Nei loro racconti, i ricordi felici delle loro precedenti vite, il doloro inimmaginabile che hanno dovuto sopportare per mano dell’Isis e la sete di vendetta che le anima.

«Ci sono voluti un paio di giorni prima che le ragazze decidessero di accoglierci, poi è stato bello passare del tempo con loro», spiega la giornalista. «La cosa che più mi ha colpito è il loro essere molto calme e gentili. La guerra non le ha indurite». 

«Le persone sono ostili nei confronti di chi è in fuga dalla guerra ed entra nel suo Paese, ma il posto in cui nasci è solo una questione di fortuna», prosegue Stacey Dooley. 

«Queste storie sono davvero orribili ed è incredibile che non se ne parli. E per farlo - conclude - è importante essere il più possibile sinceri e accurati».

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