18 febbraio 2019

Al via su Canale 5 la fiction "Non Mentire"

Domenica 17 febbraio, in prima serata su Canale 5, al via la nuova serie “Non Mentire” che vede protagonisti Alessandro Preziosi e Greta Scarano.
La fiction, prodotta da Indigo Film e diretta da Gianluca Maria Tavarelli , vanta nel cast anche Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari e Matteo Martari.

La serie, prodotta da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, è tratta da una produzione originale di Two Brothers Pictures per ITV – scritta da Jack e Harry Williams, distribuita da All3Media International Limited. Sceneggiatura di Lisa Nur Sultan in collaborazione con Gianluca Maria Tavarelli.
La vicenda si svolge a Torino che, con le sue atmosfere d’altri tempi, i sontuosi edifici barocchi, le caffetterie, i grandi viali e le piazze, ben si presta a fare da sfondo a questo avvincente thriller relazionale.

Laura (Greta Scarano), amata insegnate di un liceo di Torino, ha appena concluso la sua relazione con Tommaso (Matteo Martari), quando Andrea (Alessandro Preziosi), padre di uno dei suoi studenti, le chiede di uscire. Andrea è affascinante, simpatico, uno stimato chirurgo e, come le dice la sorella Caterina (Fiorenza Pieri), sua collega in ospedale, è uno degli uomini più ambiti.
La serata tra i due scorre in modo piacevole, tra loro c’è complicità e attrazione. Sembrerebbe un appuntamento perfetto eppure, Laura e Andrea non immaginano quanto questo incontro cambierà le loro vite e le terribili conseguenze che avrà sulle loro famiglie e sulle rispettive cerchie di amici, colleghi e conoscenti.
La mattina dopo, infatti, se Andrea rivela sorridente al suo amico Nicola (Simone Colombari) che spera di rivedere presto Laura, lei si risveglia confusa, frastornata e con uno sguardo perso nel vuoto. Visibilmente stordita e in stato di shock, la donna confessa alla sorella di essere stata violentata. Poco dopo denuncia Andrea per stupro. Non ci sono prove, solo le due testimonianze a confronto. Andrea non nega la relazione della notte precedente ma afferma con insistenza che è stato un rapporto consensuale. Entrambi sembrano sconvolti e in buona fede. Spetta alla polizia scoprire la verità.
A condurre le indagini due poliziotti, Roberto (Duccio Camerini) e Vanessa (Claudia Potenza) che cercheranno di venire a capo di quella che sembra un’accusa senza prove.
Laura, sentendosi impotente, denuncia Andrea sui social network, senza calcolare che così facendo si espone alla pubblica gogna. Dalla scuola, all’ospedale, ai social tutti ora si sentono in diritto di avere un’opinione su quanto è accaduto. Se da un lato Laura deve combattere con la vergogna e il disprezzo cercando di dimostrare la verità, Andrea vuole provare di essere quello che tutti finora hanno pensato di lui: una persona onesta e corretta, assolutamente incapace di fare del male a qualcuno.
Ma cosa è successo davvero? Cosa nasconde il passato di entrambi? È quello che i due ispettori dovranno scoprire tra pregiudizi, bugie e colpi di scena.
La verità e la menzogna vanno di pari passo in questo teso e avvincente thriller che esamina entrambi i punti di vista dei personaggi e osserva i due volti della verità, interrogandosi su un quesito: esistono davvero due versioni per ogni storia?

Note di regia

Ho fortemente voluto fare questa serie perché mi sembrava che fosse, particolarmente in questo momento storico, “necessaria”. Necessaria perché parla di donne, donne che oggi, purtroppo, sono spesso al centro della cronaca; necessaria perché parla di come sia labile il confine tra verità e menzogna, di come sia facile, attraverso i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, raccontare storie, generare notizie che immediatamente vengono date per vere, per certe, indipendentemente dal fatto che lo siano o meno e di come quelle storie, postate in un attimo, magari senza pensarci, ti inseguano poi per sempre senza poterle più eliminare o rettificare.
Uno dei temi della serie, è infatti la menzogna nelle sue più varie sfaccettature, da quelle più piccole e quotidiane, dette alle mogli, ai fidanzati, ai figli, al lavoro, a quelle più grosse raccontate per proteggere errori o addirittura reati. In questo senso tutti noi, tutti i giorni, senza pensarci o senza rendercene conto, recitiamo una parte, la nostra parte, per proteggere la nostra versione dei fatti.
La forza della serie sta proprio nell’equilibrio del racconto, nello stare sempre a metà ed equidistanti da entrambe le parti, sta nel disperato esercizio di entrambi i personaggi di professare la propria innocenza e di combattere nella convinzione di avere subito un grave torto o una grave violenza. E questo equilibrio, questa partita a due, diventa uno straordinario esercizio attoriale.
Ed è per questo che nella realizzazione di questa serie, ancora più che in altre, uno degli elementi cruciali è stato la scelta degli attori. I due protagonisti, Greta Scarano e Alessandro Preziosi, ma anche i vari coprotagonisti - la sorella, l’ispettrice che indaga, il suo collega, l’ex fidanzato... tutti questi ruoli, insieme anche a quelli minori sono stati determinanti per la riuscita di questa serie. L’intensità della storia, la complessità emotiva di alcune scene e la verità che da queste scene doveva trasparire, richiedevano un parterre di attori che fossero assolutamente perfetti, calati nei loro ruoli in maniera totale.
Quindi, dopo aver portato a termine la delicata scelta del cast, il passo successivo è stato quello di cercare di stare loro il più possibile vicino, vicino ai loro volti, alle emozioni, alle paure, ai pensieri che quei volti raccontavano. A rendere la macchina da presa quasi invisibile, ma allo stesso tempo presente nel registrare in modo implacabile quei racconti e quelle diverse versioni che ognuno di noi ha della propria verità.
Trattandosi di un thriller, nel quale i minimi dettagli vengono scannerizzati e valutati con attenzione dallo spettatore, con Greta e Alessandro non abbiamo mai potuto permetterci distrazioni, sapevamo che ogni sfumatura od ogni accentuazione nel modo di recitare od ogni minimo gesto sarebbe stato valutato, analizzato e interpretato come un importante tassello per comprendere i personaggi e il loro percorso all’interno della storia.
Un altro ingrediente fondamentale nella preparazione di questo thriller è stato la scelta degli ambienti e della città in cui collocare la nostra storia. In un giallo le scenografie, le case, le vie, le piazze e i posti dove si consumano le azioni dei protagonisti sono determinanti ancor più che in altre storie.
Torino è la città che abbiamo scelto. Una città contemporanea, mitteleuropea, le cui dimensioni, né troppo grande, ne troppo piccola, rendevano credibili i vari passaggi della vicenda. In oltre la città, in quel miscuglio di passato e presente, di vecchi quartieri popolari che stanno cambiando volto diventando nuove zone trendy, quei baretti di periferia a contrasto con i locali ipertecnologici del centro hanno dato sapore e personalità alla storia. Una storia che coniuga bene, credo, intrattenimento con un racconto dalle profonde venature sociali.

Gianluca Maria Tavarelli

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