15 gennaio 2020

Al via su LA5 “Senza trucco - Storie di ordinaria indipendenza”

Sei donne. Sei lavoratrici. Una giardiniere, una operatore ecologico, una pescatore di vongole, una vigile del fuoco, una barista, una pastore caseario.

Dal 15 gennaio, per sei mercoledì, in seconda serata, La5 propone una nuova produzione originale intitolata “Senza trucco - Storie di ordinaria indipendenza”.

Scritto da Monica Onore, a cura di Annamaria Fontanella, il programma-verità in onda sulla rete diretta da Marco Costa racconta donne reali, determinate a lavorare perché è così che hanno imparato e deciso di vivere. 

Il lavoro è pesante, impegnativo, faticoso, ma sono donne cui non mancano positività, energia, ottimismo. Hanno vissuto momenti difficili, ma hanno trovato la forza per andare avanti. Affrontano gli imprevisti e le opportunità con coraggio. Sono persone vere, cui la complessità del quotidiano, ché ormai conoscono, non fa più paura. Come tutte, le protagoniste di “Senza trucco” si dividono acrobaticamente tra professione, famiglia, amori, amicizie e interessi personali. A volte riescono a far tutto, a volte no. Ma non si fermano.

In ogni puntata, il programma approfondisce la storia di una di loro: centrale il tema del lavoro, ma senza tralasciare la vita di relazioni. Ogni donna abita in luoghi differenti: città, mare, montagna. I mestieri sono altrettanto diversi: giardiniere, operatore ecologico, pescatore di vongole, vigile del fuoco, barista, pastore caseario. Le telecamere - volutamente “agili” - le segue per coglierne battute, catturare stralci del privato, angoli dei luoghi in cui vivono. E, seguendo il ritmo delle protagoniste, una voce fuori campo ne evidenzia i tratti comuni. 

Le protagoniste di “Senza trucco - Storie di ordinaria indipendenza” sono Sara Arienti, 42 anni; Tiziana Tinco, 48 anni; Antonella Nardin, 50 anni; Elisa Passarella, 40 anni; Luciana Burzio, 59 anni; Cristina Cesena, 48 anni.

“SENZA TRUCCO - STORIE DI ORDINARIA INDIPENDENZA”

Le protagoniste.

SARA ARIENTI
42 anni, vigile del fuoco (guida gli automezzi e manovra le autoscale).
Lavorava in un’azienda come responsabile risorse umane, ma non le piaceva. Quando ha deciso di intraprendere la carriera del vigile, si era separata da poco e voleva cambiare vita. Suo padre era stato un vigile del fuoco e a lei quel mondo era sempre piaciuto. Ha passato un periodo molto faticoso e duro, ma è riuscita nell’impresa: dal 2013 è tra le tre donne vigili del fuoco che operano a Milano.
A suo dire non è un lavoro per tutti: i turni durano 12 ore ed è un lavoro di squadra, indispensabile capirsi e agire velocemente insieme. Non è mai stata in pericolo di vita, ma ne ha viste tante. Questo mestiere le ha insegnato ad essere meno ansiosa e apprensiva nei confronti del figlio, ad avere un buon rapporto con l’ex ed i suoi genitori. Abitano tutti nello stesso palazzo, così in caso di emergenze lei può correre a salvare gli altri, senza lasciare soli i suoi cari. Prende il meglio dalla vita, perché ne abbiamo una soltanto e non ne vuole sprecare neanche un minuto. Non è accomodante, ma schietta, forte ed energica. È orgogliosa di quanto guadagnato.


TIZIANA TINCO
48 anni, barista. 
Vive a Castelletto, vicino a Novara. Pugliese si è trasferita al Nord insieme a due figli dopo la morte del compagno, con cui conviveva da 12 anni. Il suo lavoro le piace molto, la gente per lei è sempre fonte di gioia. Ha sofferto troppo e ora ha solo voglia di sorridere. Conosce Carlo dopo la separazione dal marito. È l’uomo perfetto: lavorano insieme, fanno un mutuo e aprono una tabaccheria. Ma, dopo pochi anni, Carlo muore tra le sue braccia per un infarto. Tiziana cade in depressione: non riesce ad alzarsi dal letto ed a pensare ai figli. È come paralizzata: dentro ha un dolore troppo grande da sostenere. L’aiuta il figlio più grande, avuto dal primo matrimonio. Non essendosi sposata con Carlo, perde la tabaccheria, che solo al compimento dei 18 anni andrà in eredità ai suoi figli. Le rimane il mutuo da pagare e non ha più un lavoro. Litiga con la madre e il padre. Rimane sola, con due bambini piccoli. È disperata. La salva la rete, quella virtuale. Sulla pagina dell’uncinetto di Facebook di cui fa parte, un’amica mai incontrata, che conosce la sua situazione, chiede un gesto di solidarietà a tutte le donne del gruppo. Tiziana comincia a ricevere soldi e proposte di lavoro. Con tanta e inaspettata generosità da parte di donne sconosciute, Tiziana si fa forza e decide di andare avanti. Parte per Novara con Giuseppe e Carlotta e comincia una nuova vita. 


ANTONELLA NARDIN  
50 anni, operatore ecologico. 
Antonella, che vive a Mestre, decide di non proseguire gli studi e a soli 15 anni comincia a lavorare. Si sposa molto giovane, con un uomo di cui è innamorata, ma il matrimonio dura pochissimo. Si lasciano a pochi mesi dalla nascita del figlio. Il padre sparirà senza mai occuparsi di loro. Quando le proporranno un posto fisso come operatrice ecologica, 23 anni fa, accetta con gioia. Con un lavoro stabile può occuparsi di suo figlio, anche a fronte di enormi sacrifici, visti gli orari imposti dai turni di lavoro. Ha sempre amato la natura e l’ambiente, per questo pulire le strade della sua città la fa sentire utile. Ma non è stato facile, soprattutto all’inizio, quando sul lavoro c’erano ancora poche donne. Antonella, negli anni, nonostante la sveglia alle quattro di mattina non le consenta di avere una vita sociale molto attiva, è riuscita a diplomarsi a 40 anni, fare teatro, un corso di shiatsu ed a scoprire il mondo della meditazione. Promuove la cultura del rispetto della natura e del prossimo. È positiva, allegra, determinata. Si è comprata casa da sola e quello che ha, lo deve alla sua caparbietà. Come netturbina guida il mezzo e pulisce le strade. Le sarebbe piaciuto fare carriera e diventare autista dei camion della spazzatura, ma nonostante abbia preso la patente speciale, non è stato possibile. La sua felicità più grande è la relazione con suo figlio. Non si è più innamorata, ma non ne ha mai fatto un problema: sta bene con sé stessa. 



ELISA PASSARELLA   
40 anni, pescatore di vongole. 
Vive a Goro. A 12 anni, mentre giocava in mezzo alla una strada con due pistole ad acqua, alcuni ragazzi la chiamano Nikita (era da poco uscito il film). Nikita, 22 anni fa è diventato il nome della sua barca, con la quale ha iniziato la sua attività di pescatore di vongole. E oggi, Nikita è anche il nome di sua figlia. Dopo la morte della madre, il padre, anch’egli pescatore, l’ha convinta a lavorare con lui nella cooperativa di cui faceva parte. Ma a lei non piaceva stare sulla barca: voleva entrare in acqua. Si è impuntata e ci è riuscita: è anche grazie al suo esempio se sono aumentate le donne che decidono di fare questo mestiere. Nonostante le difficoltà di un lavoro che si svolge in mezzo al mare tutto l’anno, ama la natura e le piace vivere lì, vicino ai suoi elementi, in un piccolo paese, caldo d’estate, umido e freddo d’inverno. Ha convissuto per 13 anni con il padre di sua figlia, da cui si è separata da poco. Ha le spalle larghe e non ha paura di dire quello che pensa. 


LUCIANA BURZIO 
59 anni, pastore e casaro.
Vive a Chieri. Ha studiato per fare la segretaria e per qualche anno, finiti gli studi, ha lavorato in ufficio, ma durante i week end ha sempre aiutato la famiglia a badare mucche e pecore. Ha conosciuto il marito che aveva 17 anni, lui 18. Dopo cinque anni di fidanzamento si sono sposati. Hanno festeggiato i 37 anni di matrimonio con i due figli ed i nipoti. Anche suo marito viene da una famiglia di contadini e pastori e insieme hanno deciso di dedicarsi agli animali e alla produzione di formaggi. Fanno la transumanza da oltre vent’anni, durante il periodo estivo: si trasferiscono all’alpeggio di Sestriere, a 2.100 metri di altezza. Hanno scelto di fare questa vita di sacrifici, dove non ci sono vacanze e orari, perché è quello che sanno fare e, soprattutto, perché se non avessero deciso così, la loro piccola attività sarebbe fallita. Allevano gli animali nel rispetto della natura, le mucche pascolano libere nei campi e mangiano solo erba. Ogni mucca ha un nome e loro le riconoscono tutte. Luciana con Ettore ha una splendida relazione, costruita nel tempo con pazienza e fiducia. È felice che uno dei figli faccia il loro mestiere, ma è consapevole che quando lei e il marito andranno in pensione dovrà ridimensionarsi tutto: da soli è impossibile fare quello che fanno in tre. 


CRISTINA CESENA
48 anni, giardiniere tree climber.
Vive in Brianza, in un complesso di villette a schiera dove si conoscono e si aiutano tutti. Ha studiato archeologia perché voleva scavare nel passato, ma si è ritrovata a scavare la terra per piantarci piante, fiori e alberi da frutto. Visto che le piante si ammalano e hanno bisogno di cure anche dall’alto, si è specializzata in tree climbing, nonostante soffrisse di vertigini. Scala gli alberi come fossero montagne e interviene dove le macchine non arrivano. Negli anni ha acquisito conoscenza e passione: per lei il verde è un’entità vivente che aiuta gli umani a stare meglio. Per questo ha iniziato a collaborare con l’ospedale di Cesano Maderno, dove insieme a ragazzi con problemi psichici ha creato un orto e un giardino, mentre nel Parco di Monza ha dato vita ad un giardino per le farfalle. Non smette mai di studiare e fare ricerca sul mondo del verde. Scoprire è parte del suo DNA 
Gillian ex-ballerina classica all’Opera di Amsterdam, ha conosciuto Cristina perché le insegnava inglese, attività iniziata dopo essersi trasferita in Italia per seguire il marito. Tra Cristina e Gillian nasce un’amicizia che nel tempo diventa un amore profondo. Stanno insieme da oltre 17 anni e quando, sei anni fa, a Gillian è stato diagnosticato un tumore al seno, Cristina ha capito che il lavoro è importante, ma non è tutto. Per seguire Gillian durante la radioterapia ha perso dei clienti (è free lance), ha visto da vicino le sale d’attesa della speranza, ha imparato che non bisogna rimandare mai le cose importanti, che la vita è un soffio e bisogna viverla al meglio.

ULTIMI COMUNICATI STAMPA

i nostri tweet