03 dicembre 2018

In libreria e negli store digitali il nuovo numero di "Link" dedicato a un tema tabù: i flop tv

«Link. Idee per la televisione» fa “Flop”. Il magazine, fondato da Mediaset nel 2002 e dedicato alla cultura televisiva, torna in libreria dal 4 dicembre per guardare negli occhi il tabù dei tabù dell’intera industria creativa: i fallimenti.
Nel mondo dello spettacolo, il flop è un grande rimosso collettivo. Link lo affronta sfidando la ritrosia dei protagonisti, nella convinzione che un fiasco possa insegnare più di un successo. Il nuovo numero raccoglie le confessioni di produttori, direttori di rete e autori che raccontato senza filtri le loro esperienze concrete di fallimento.
Il volume intitolato “Flop. Il fallimento dell’industria creativa” oltre che di insuccessi tv, parla anche dei fallimenti nella musica, nel cinema, nei libri e nel mondo digital.
Professionisti come Eugenio Bonacci (FremantleMedia Italia) e Ilaria Dallatana (ex direttrice di RaiDue) raccontano le loro esperienze dirette; firme internazionali come Jean K. Chalaby e Amanda D. Lotz analizzano format e serie televisive che non hanno ottenuto il successo immaginato; il direttore del Museo del Fallimento in
Svezia Samuel West parla della fortuna del suo museo; il monaco zen Fausto Taiten Guareschi inquadra il fallimento come la più grande esperienza di vita.
Il numero 24 di «Link, idee per la televisione» (240 pagine, 15 euro) è disponibile anche negli store digitali e contiene contributi di Carlo Freccero (direttore di RaiDue), Luca Tiraboschi (ex direttore di Italia1), Simona Ercolani (produttrice Stand by me), Axel Fiacco (produttore, ex MTV, Endemol), Peppino Ortoleva (storico dei media), Paolo Madeddu (critico musicale), Dr. Pira (fumettista e scrittore), Stefania Carini (giornalista e autrice), Michele Boroni (giornalista, consulente marketing, autore tv e radio), Pietro Minto (giornalista), Manuel Peruzzo (giornalista), Matteo Stefanelli (critico, professore universitario e saggista).

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