09 maggio 2017

"Note di cinema": le interviste a Ridley Scott e MIchael Fassbender

In occasione dell'uscita di "Alien: Covenant", nuovo capitolo della saga fantascientifica "Alien", Anna Praderio ha intervistato per "Note di Cinema" su Iris il protagonista Michael Fassbender e il regista Ridley Scott.

INTERVISTA A MICHAEL FASSBENDER

Anna Praderio: In "Alien: covenant" lei interpreta  2 personaggi contemporaneamente, i 2 androidi Walter e David, quanto e’ stato impegnativo questo duplice ruolo come sfida di attore ?

Michael Fassbender: Non è stata una sfida difficile interpretare i  2 androidi con le loro differenze, David e’ un androide gia’ presente nel film precedente , "Prometheus", e’ un’intelligenza artificiale con l’aspetto di un uomo, Walter invece, il personaggio nuovo di "Alien: Covenant", e’ un organismo artificiale senza tratti umani, e’ una macchina anche se apparentemente ha degli aspetti umani. David invece è un androide simile agli uomini, vanitoso,orgoglioso, fragile in certi momenti. E’ stato un lavoro appassionante interpretarli.
 
AP: Possiamo immaginarci un futuro in cui gli androidi vivranno davvero con noi umani?
MF: Certo, è inevitabile. Tu pensi sia pericoloso? Per noi probabilmente sì. Se gli androidi e le intelligenze artificiali si affermassero prendendo il controllo sugli umani, probabilmente si libererebbero di noi, e’ di questa minaccia che parla il film "Alien: Covenant"
 
AP: Sei un fan della saga di Alien? Come ti ricordi il primo Alien e vedi un legame  tra il primo Alien e "Alien: Covenant" ?
MF: In "Alien: Covenant" torna l’elemento horror che era molto forte anche nel primo Alien. Credo di avere visto per la prima volta Alien di Ridley Scott quando avevo 10 anni, ero un ragazzino, è stato uno dei film che hanno segnato la mia infanzia per il sentimento di paura che trasmette, per come materializza gli incubi, e ho ritrovato questa atmosfera ora in "Alien: Covenant".

AP: Cosa credi che rappresenti alien? E’ una metafora delle nostre paure segrete?
MF: Non lo so. Penso che ognuno può trovare il significato che vuole, è una storia di fantascienza  su un alieno parassita che usa gli esseri umani  come ospiti.  E’ difficile per noi affrontare l’idea che gli uomini potrebbero non essere gli organismi piu’ evoluti dell’universo, e che potrebbero esserci alieni piu’ forti di noi. Mi sono avvicinato al mostro alien attraverso le illustrazioni del pittore surrealista giger, che ha ispirato ridley scott,  alien e’ un mostro terrificante, al tempo stesso bruttissimo e bellissimo, sempre pericoloso. Quello che ci fa paura e’ l’idea di una creatura che entra nel nostro corpo e lo uccide dall’interno.

AP: Il pubblico di tutto il mondo sta aspettando il ritorno di alien, se tu dovessi introdurre agli spettatori questo nuovo film, "Alien: Covenant", cosa diresti?
MF:  Al pubblico dico: andate a vedere "Alien: Covenant", è un film molto bello, emozionante e terrificante al tempo stesso.
Mi ha appassionato girare con Ridley Scott questo film, che  e’ anche molto filosofico,  parla di temi come  l’intelligenza artificiale, la creazione della vita, la destinazione finale del nostro viaggio dopo la morte… e con tutto questo e’ un film che fa sobbalzare di paura.
 
INTERVISTA A RIDLEY SCOTT

ANNA PRADERIO: Mister Scott, questo è un anniversario importante per Alien, il primo film e’ uscito 38 anni fa, ora lei dirige "Alien: Covenant" che un antefatto della storia, che collegamento c’è tra Alien Covenant e l’Alien originale del 1979?

RIDLEY SCOTT: "Alien: Covenant"  cerca le risposte rimaste aperte nei film precedenti della serie sin dal primo capitolo, ‘Alien’, in particolare le domande sulla creazione del mostro: chi ha inviato la nave spaziale ‘nostromo’? Chi e’ il pilota? Cosa viene trasportato realmente a bordo? Chi ha creato il mostro Alien? Il mio film "Prometheus",  uscito 2 anni fa,  ha lasciato aperte queste domande, e ora "Alien: Covenant"   cerca di rispondere, ma al tempo stesso apre nuovi interrogativi, e penso proprio che ci sara’ un nuovo capitolo futuro ambientato sulla nave spaziale Covenant.
 
AP
: In questi anni ci siamo sempre chiesti cosa simboleggia il mostro alien: qualcuno ha detto che è un simbolo delle malattie degenerative, del cancro...
RS: no, questo e’ da escludere, non farei mai un film di fantascienza che allude al cancro. Il cancro è troppo importante e pericoloso nelle nostre vite. Se dovessi girare una storia  sul cancro, farei un documentario, ma non lo renderei mai il soggetto di un film di finzione.

AP:  per lei che cosa simbolizza alien?
RS: alien e’ il simbolo delle nostre paure piu’ segrete.  Sin dal primo film mi sono ispirato alle illustrazioni del grande artista surrealista Giger per creare questa creatura: sono illustrazioni   formidabili, disturbanti , così inquietanti, crude e differenti che fanno appello alle nostre paure primordiali. E  alien e’ il mostro metafora delle nostre paure primordiali . È come fronteggiare un grande serpente, il peggior tipo di serpente è probabilmente il cobra o il serpente bruno orientale, alien e’ come un serpente che ipnotizza la preda, così che lei non possa muoversi e poi la uccide. Alien è così, è una creatura bellissima e letale.

AP: Parliamo delle eroine femminili della saga, lei ha rivoluzionato la fantascienza moderna, creando in alien la prima eroina femminile della fantascienza, ripley interpretata da Sigourney Weaver , e  anche in "Alien: Covenant" abbiamo una protagonista  forte: l’attrice Katherine Waterston. Perche’ ama le eroine forti nella fantascienza?
RS: Mia madre e’ sempre stata la mia eroina , una donna fragile minuta piccola di statura ma forte come un super eroe nella vita quotidiana,  ha cresciuto 3 ragazzi, noi i suoi 3 figli, con la forza e il coraggio di tutte le madri, e’ ispirandomi a lei che creo sempre personaggi di donne forti ed eroine femminili nel mio cinema
 
AP:  Lei e’ un maestro della fantascienza, cosa puo’ anticiparci sul seguito del suo film ‘Blade Runner’  di cui lei e’ produttore ?
RS: le riprese  di "Blade Runner 2049" sono terminate, ora è in post-produzione, uscira’ a ottobre , i protagonisti sono Harrison Ford e Ryan Gosling, il regista e’ Denis Villeneuve, ci lavoriamo da 5 anni, al centro di questo sequel c’e’ un’idea semplice ma rilevante sul rapporto tra uomini e replicanti ma non posso ancora svelarla, sarebbe un grave ‘spoiler’! Ho portato con me Hampton Fancher, uno degli sceneggiatori originali di blade runner e abbiamo passato un bel po’ di tempo a parlare della sceneggiatura del sequel, e’ uscito un racconto  di 110 pagine. Poi ho chiamato un altro sceneggiatore michael green per trasformare il racconto in una sceneggiatura cinematografica. Ho messo tutto me stesso nella produzione del sequel di Blade Runner, e’ parte di me proprio come la saga di Alien.

L'INTERVISTA UNCUT A MICHAEL FASSBENDER

L'INTERVISTA UNCUT A RIDLEY SCOTT

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