26 ottobre 2015

Su Iris giornata evento dedicata a Ugo Tognazzi

L’omaggio all’attore si dipana nell’arco della giornata con una maratona di sette classici, al via alle ore 15.00 di martedì 27 ottobre

A 25 anni dalla scomparsa, Iris, la rete tematica free Mediaset dedicata al grande cinema, ricorda Ugo Tognazzi dedicandogli una giornata/evento.
L’omaggio all’attore si dipana nell’arco della giornata con una maratona di sette classici, al via dalle ore 15.00 di martedì 27 ottobre, e una puntata speciale di “Storie di Cinema” - con la nipote dell’attore Bice Brambilla ospite di Tatti Sanguineti - in onda alle 23.00.
 
La rassegna apre con “L’anatra all’arancia” (1975, di Luciano Salce, con U. Tognazzi, Monica Vitti e Barbara Bouchet), film vincitore di due David di Donatello e un Nastro d’Argento.
A seguire, alle 17.00, tocca a “Il federale” (b/n, 1961, di L. Salce, con Tognazzi, Georges Wilson, Stefania Sandrelli e Gianni Agus) e, alle 19.00, all’ultimo film interpretato dall’attore cremonese: “I giorni del Commissario Ambrosio” (1988, di Sergio Corbucci, con Carlo Delle Piane, Claudio Amendola, Amanda Sandrelli, Rossella Falk, Carla Gravina).
 
In prima serata, la maratona prosegue con il film introdotto dal critico Sanguineti “Romanzo popolare” (1974, di Mario Monicelli, con U. Tognazzi, Ornella Muti e Michele Placido). L’opera - uno dei maggiori successi della stagione ‘74/'75 - si è aggiudicata un David di Donatello e un Globo d’Oro.
 
La seconda serata (23.30) è illuminata dal controverso “La grande abbuffata” (La grande bouffe, 1973, di Marco Bellocchio, con U. Tognazzi, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol), presentato in concorso al 26° Festival di Cannes.
All’01.00 l’omaggio prosegue con “Una questione d’onore” (1965, di Luigi Zampa, con U. Tognazzi, Nicoletta Machiavelli e Bernard Blier) e si conclude alle 03.00 con l’autentica chicca “Satyricon” (1969, di Gian Luigi Polidoro, con U. Tognazzi, Mario Carotenuto, Tina Aumont).
La pellicola, di cui il magistrato Vittorio Occorsio dispose il sequestro con l'accusa di oscenità, fu subissata da una scia di censure e critiche che ne oscurano i pregi, come la memorabile interpretazione di Tognazzi, cui era stata affidata la parte del liberto Trimalcione.
 
«Un’intelligenza intuitiva e profonda dei personaggi. Un attore molto fine, il più fine che abbiamo avuto in Italia. Tognazzi riusciva ad esprimere sfumature, a toccare corde come nessuno altro», afferma Sanguineti. «Era un attore d’istinto, Tognazzi. Quello che ha fatto le cose più estreme del cinema italiano. Ma, soprattutto, Tognazzi era insuperabile nel dimostrare indolenza, pigrizia, sornioneria, dissimulazione ossessiva, accidia. Amoreggiava con gli occhi e con la faccia. Tognazzi era l’eros, la libido, il desiderio, la voglia fuori controllo».
 
La puntata di “Storie di Cinema”, infatti, mostra un importante repertorio di tagli di censura: «Tognazzi attirava la censura e fu sempre tagliatissimo: era un uomo tutto sesso», chiosa il critico savonese. «E i tagli dei film di Tognazzi erano meravigliosamente espliciti: solo lui sapeva guardare le donne in un modo che… spaventava i censori», prosegue Sanguineti.
 
Tatti Sanguineti, infine, ricorda due grandi passioni dell’attore scomparso a Roma nel 1990: il cibo e il tennis. «Monicelli diceva che Tognazzi era un “criminale del fornello” e che metteva sempre troppa roba», riferisce il critico. «Mentre al tennis - conclude Sanguineti - Tognazzi era affezionato perché era un’occasione per stare con gli amici. Ed i filmini dei tornei erano, e sono, meravigliosi».

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