12 aprile 2019

Torna "Murphy Brown" con la sua eroina Candice Bergen

Al via da giovedì 11 aprile in prima serata su Joi

«Murphy Brown» - la storica e pluripremiata sitcom, che ha segnato un’epoca raccontando la vita dell’omonima anchorwoman - debutta su JOI giovedì 11 aprile, alle ore 21.15.
 
Hillary Clinton è la prima guest star del revival: l’ex First Lady poi segretario di Stato durante la presidenza Obama, quindi candidata sconfitta alle presidenziali 2016, si presenta negli uffici di Murphy per un posto da segretaria: «sono molto esperta di mail», afferma con autoironia…Tra le altre special guest spiccano Bette Midler, Katie Couric e Brooke Shields.
 
Il ritorno di Murphy - a trent’anni dall’esordio ed a venti dall’addio alle scene - non è indolore. Il mondo dell’informazione è totalmente cambiato. Imperano cable news, social media e fake news. Anche il clima politico e culturale non è più quello degli Anni ‘90: Murphy ha lasciato il mondo delle news che Woodward e Bernstein erano due eroi. Ora la Casa Bianca accusa la stampa di essere nemica del popolo e diffondere notizie false. 
Come reagirà a tutto questo, la tosta giornalista televisiva di base a Washington DC?
 
Nate liberal, Candice Bergen e «Murphy Brown» tornano con lo stesso spirito battagliero degli Anni ’90, attaccando senza timori il Presidente Trump ed i suoi sostenitori (Fake News e I (Don’t) Heart Huckabee, rispettivamente primo e secondo episodio). 
Nel terzo (#MurphyToo), il tema è quello delle molestie sessuali: le allusioni a Les Moonves, l’ex mogul CBS accusato di molteplici abusi, sono altrettanto limpide e senza scrupoli.
 
Con le sue storie ispirate all’attualità ed alla politica rilette in chiave satirica, «Murphy Brown» raggiunge la massima notorietà quando Dan Quayle (44º Vicepresidente degli Stati Uniti d'America), nel corso della campagna presidenziale del 1992 stigmatizza lo stile di vita della protagonista in un discorso elettorale. La Murphy del serial, infatti, oltre ad essere una reporter scontrosa, ostinata e incasinata, è un’orgogliosa mamma single, elemento che contribuisce a farne un personaggio di forte rottura verso il passato.
 
Intanto, nell’’88 (anno del debutto di «Murphy Brown»), il Presidente degli U.S.A. era il repubblicano Ronald Reagan, seguito da George W. Bush e quindi dal democratico Bill Clinton. In Italia, invece, sono ben nove i presidenti del Consiglio succedutisi tra il 1988 e il 1998: Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi, Lamberto Dini e Massimo D’Alema.
 
Candice Bergen, che interpreta l’agguerrita conduttrice della trasmissione FYI (poi Murphy in the Morning), con «Murphy Brown» ha vinto cinque Emmy e due Golden Globe. 
Nel cast, riconfermati gli storici Faith Ford (Corky), Joe Regalbuto (Frank), Grant Shaud (Miles), Charles Kimbrough (Jim), cui si aggiunge la new entry Tyne Daly (Phillis).
 
«Murphy Brown» è una serie prodotta da Warner Bros. Television per CBS. Candice Bergen, in coppia con l’ideatrice della serie Diane English, figura tra i produttori esecutivi.
 
Sintesi dei più importanti fatti degli Anni ’90
 
La caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania; il Nobel per la Pace a Michail Gorbačëv; la CEE che diventa UE; la Guerra del Golfo e quella nella ex Iugoslavia; il cessate il fuoco dell’'IRA; Nelson Mandela, che vince le elezioni in Sudafrica e la fine dell'apartheid; Rabin e Arafat, che firmano la dichiarazione di Washington, sotto lo sguardo del presidente Clinton; nasce Google; viene clonata la pecora Dolly.
 
In Italia, dominano l’attualità gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, a Mogadiscio; lo scandalo Mani pulite; in politica, il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, con la nascita di Lega Nord e Forza Italia; Giovanni Paolo II si reca in visita a Cuba, dove viene ricevuto da Fidel Castro.
 
Nei paesi europei si assiste al fenomeno dell'immigrazione da paesi dall'Est Europa, del Nord Africa e dell’Albania (lo sbarco della Vlora, l’8 agosto 1991, è l'episodio più significativo dell'ondata di migranti in Italia, e il più grande sbarco di migranti mai arrivato nel nostro Paese con un'unica nave).
 
Al cinema è la stagione di Philadelphia, Schindler's List, Trainspotting, The Full Monty, Jurassic Park, Forrest Gump, Pulp Fiction, Il silenzio degli innocenti, Basic Instinct, Batman, X-Men, Spider-Man, La bella e la bestia, Il Re Leone, Toy Story, Titanic, Eyes Wide Shut e del ritorno di Star Wars.
 
Muore Freddie Mercury. Nasce il grunge e il nu metal. Muoiono assassinati Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. e aumenta la popolarità del rap, in particolare la variante gangsta. Il più celebre rapper bianco è Eminem. Nascono i Red Hot Chili Peppers. Esce I Will Always Love You di Whitney Houston, singolo più venduto di sempre per un'artista femminile. Nella musica pop si assiste al fenomeno delle boy band: Take That, Backstreet Boys, Spice Girls e All Saints. Arriva il britpop con Oasis, The Verve e Blur. Altri artisti del decennio sono Christina Aguilera, Britney Spears, la sempreverde Madonna. Cher torna al successo con Believe. Esplode la dance, l'house e la french house, che apre la strada il revival della disco music. I Novanta sono considerati anche quelli della rinascita del punk rock. Michael Jackson pubblica Dangerous e il doppio HIStory: Past, Present & Future - Book I. In Italia, Vasco Rossi riempie lo stadio di San Siro. Si affermano Luciano Ligabue, Giorgia, Laura Pausini, Andrea Bocelli e si conferma Jovanotti. Nascono gli Articolo 31. 
Si diffonde il compact disc.
 
In TV si affermano telefilm come Twin Peaks, X-Files e Beverly Hills 90210, situation comedy come Friends e cartoon come I Simpson e South Park.
In Italia debuttano Karaoke e Non è la RAI. Sulle reti Fininvest arrivano i TG. Il pomeriggio dei ragazzi è sotto il segno di Solletico e di Bim Bum Bam. Cresce la popolarità del Festivalbar.
Nasce la TV satellitare digitale, con i bouquet D+ e Stream: l'offerta televisiva si arricchisce con la trasmissione di film in anteprima e delle partite di Serie A e B.
 
È il momento delle super top model come Claudia Schiffer, Linda Evangelista e Naomi Campbell. Enorme, il successo delle discoteche. Nasce la cultura del fitness. Vero caso, i rollerblade ed il bungee jumping. Si diffondono i centri estetici ed i prodotti biologici.
 
Il mondo della tecnologia si divide tra Microsoft e Apple, tra Bill Gates e Steve Jobs, tra nerd e cool. Arrivano i telefoni cellulari e la PlayStation. Si sviluppa Internet e la cultura cyber space, attraverso la quale diventano di uso comune termini come virtuale, cliccare, navigare, connesso e online. 
Il PC diventa più accessibile nel prezzo; nel terziario, la sua diffusione è esponenziale: negli uffici pubblici inizia la digitalizzazione degli archivi e dei dati; negli studi tecnici inizia ad imporsi il disegno al computer. Cadono del tutto in disuso le macchine da scrivere. Inizia l'era telematica e, data la facilità con cui possono essere trasmessi e scambiati dati personali sensibili, inizia il dibattito sulla privacy. Successo impressionante delle chat line. Boom del Tamagotchi.
 
Molti cambiamenti anche nel settore dei trasporti: il ciclomotore viene soppiantato dallo scooter; la normale e la super escono di produzione; nei distributori verrà erogata solo benzina verde e gasolio. S'impongono i distributori self service 24 ore.
 
In Italia, Murphy Brown debutta il 22 settembre 1991 su Canale 5.
La serie viene proposta con appuntamenti settimanali,
alla domenica, in seconda serata (ore 22.50 ca). 
 

L’IMPATTO CULTURALE DI MURPHY BROWN
 
Murphy è una mamma single!
 
Nella quarta stagione dello show, Murphy rimane incinta. Quando il padre del bambino, l’ex marito Jake Lowenstein, chiarirà di non voler rinunciare al proprio stile di vita per fare il genitore, la donna decide di crescere il figlio Avery da sola.
 
I momenti televisivamente più curiosi della gravidanza sono il:
 
baby shower: gli invitati sono solo giornalisti (Katie Couric, Joan Lunden, Paula Zahn, Mary Alice Williams, Faith Daniels);
parto: con la celeberrima battuta «Molti non vogliono che io abbia il bambino: Pat Robertson (candidato alle primarie del Partito Repubblicano per le elezioni presidenziali del 1988, ndr), Phyllis Schlafly (scrittrice e politica, strenua oppositrice del femminismo, ndr) e metà dello Utah! (lo Stato religiosamente più omogeneo degli USA: il 62% degli abitanti è mormone, ndr)»;
post nascita: Murphy canta orgogliosamente (You Make Me Feel Like) A Natural Woman. 
 
Durante la campagna presidenziale americana del 1992 (in cui Bill Clinton e Al Gore correvano contro George H.W. Bush e Dan Quayle), la linea narrativa di «Murphy Brown» è al centro di accese polemiche. 
 
In particolare, durante un discorso elettorale a San Francisco, il vicepresidente Dan Quayle critica il personaggio televisivo affermando che «svaluta il valore della figura paterna».
«Non aiuta avere in TV Murphy Brown - proseguiva il politico -, un personaggio che incarna la donna moderna, intelligente e altamente retribuita, che pensa che crescere un bambino da sola sia solo una "scelta di vita" alternativa».
 
La dichiarazione di Quayle provoca nel Paese un infuocato dibattito sui valori della famiglia.
L’ideatrice dello show, Diane English, interviene duramente sul tema sostenendo che «se il vicepresidente pensa che sia inappropriato per una donna avere un figlio fuori dal matrimonio e che non sia in grado di allevare adeguatamente un figlio senza un padre, allora è meglio assicurarsi che l'aborto rimanga sicuro e legale».
 
Nella serie, la polemica sfocia nella realizzazione dell’episodio You Say Potatoe, I Say Potato, una puntata speciale di FYI dove viene raccontata ed esaltata la vitalità della moderna famiglia americana. Lo show usa stralci dello speech all'interno dell’episodio per far sembrare che il vice di Bush Senior si rivolga direttamente a Murphy.
La puntata chiude con una, piccola, feroce vendetta: mentre un dj scherza su una gaffe del Vicepresidente, un camion carico di patate viene scaricato davanti alla sua residenza. 
Il 15 giugno 1992, infatti, Quayle aveva corretto - sbagliando - lo spelling di potato di uno studente delle elementari di Trenton, in New Jersey, con potatoe.
 
Quayle, alla fine, dimostrò anche un certo sense of humor: una volta spenta polemica, infatti, al termine di un’intervista televisiva, chiamato a rispondere su quale fosse il suo programma televisivo preferito esclamò: «Non Murphy Brown!».
 
Quando nel 1992, Candice Bergen ritirò l’Emmy come Migliore attrice protagonista in una serie comedy, non mancò di ringraziare ironicamente Dan Quayle.
 
Per il critico di Time Richard Zoglin, la TV del 1992 di prima serata, al contrario di quanto pensato da Quayle, sosteneva «i valori della famiglia più che in anni precedenti», e citava come esempi negativi titoli come Home Improvement e Roseanne.
E tra i tanti meriti di «Murphy Brown», sempre secondo Zoglin, anche quello di aver fatto da «apripista ad altre mamme single della TV», con serie-culto come Ally McBeal, Sex and the City, Desperate Housewives, The Good Wife.
 
Nel 2010, TV Guide inserisce «Murphy Brown» tra i Greatest TV Characters of All Time.
 
Dopo Murphy Brown
 
Dopo aver interpretato il personaggio di «Murphy Brown», CBS le offre di lavorare per la storica testata d’informazione 60 Minutes, ma non volendo confondere il ruolo di attrice con quello di reporter, declina l’offerta.
Al cinema è nel cast dei film Miss Detective (2000); Tutta colpa dell'amore (2002); Una hostess tra le nuvole (2003); Matrimonio impossibile (2003); The Women, con la regia di Diane English (2008); Sex and the City, (2008); Bride Wars - La mia migliore nemica (2009); Natale con i tuoi (2014); L'eccezione alla regola, con la regia di Warren Beatty (2016); The Meyerowitz Stories (2017); 40 sono i nuovi 20 (2017).
 
Di prossima uscita nelle sale italiane (giovedì 4 aprile), Book Club - Tutto può succedere, commedia romantica con Candice Bergen, Jane Fonda, Diane Keaton, Mary Steenburgen, Alicia Silverstone, Andy Garcia, Don Johnson, Richard Dreyfuss, Craig T. Nelson, Ed Bengley Jr., Wallace Show. Un gruppo di vecchie amiche cambia prospettiva di vita, dopo la lettura di 50 sfumature di grigio. Cameo di E. L. James e del marito Niall Leonard.
 
In tv appare come guest star in Seinfeld (1992); Sex and the City (2002-2004); Will & Grace (2003); Law & Order - I due volti della giustizia (2004); Law & Order - Il verdetto (2005); Dr. House - Medical Division (2011); The Michael J. Fox Show (2013); Battle Creek (2015); BoJack Horseman (2016).
 
Vita privata di Candice Bergen
 
Convinta attivista politica liberal, partecipa ad un meeting con il repubblicano Henry Kissinger. Nel 1967 aderisce ad un’azione di protesta gettando banconote all’interno della Borsa di New York, evento che obbliga alla chiusura temporanea del mercato azionario. 
Nel 1972 partecipa alla raccolta fondi per la campagna presidenziale di George McGovern.
Il 27 settembre 1980, sposa Louis Malle. Genitori di Chloé Françoise, la coppia è stata assieme fino alla morte del regista, avvenuta nel Giorno del Ringraziamento del 1995. Grande viaggiatrice, parla fluentemente francese. Dal 2000 è sposata con il magnate e filantropo Marshall Rose. Attualmente vive a Los Angeles.
 
Premi e nomination ricevuti da Candice Bergen
 
Ha vinto cinque Primetime Emmy Award (cui vanno aggiunte sette nomination) quale attrice protagonista di «Murphy Brown». È stata insignita anche di due Golden Globe Award, sempre come Migliore attrice protagonista della comedy.
Tra gli anni '90 ed i 2000, partecipa come guest star in vari programmi televisivi nei panni del personaggio di Murphy Brown. 
Nel 2005 entra nel cast dello spin-off di The Practice, Boston Legal: per questa sua interpretazione, acclamata dalla critica, riceve altre nomination a Golden Globe, Emmy Award e Screen Actors Guild Award.
Nota al pubblico per i suoi ruoli televisivi, è stata nominata anche ad Oscar, BAFTA e Golden Globe per i suoi lavori per il grande schermo.
 
30 ANNI DI "MURHY BROWN" IN IMMAGINI

 

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