10 febbraio 2016

"Ustica - Il missile francese": a Matrix e su TgCom 24 il documentario francese

Mercoledì 10 febbraio alle 23.30 su Canale 5 e domenica 14 febbraio alle 21.30 su Tgcom24

Note di produzione:
"Ci siamo interrogati a lungo su come tradurre il sostantivo del titolo originale di questo documentario: "une bavure" è in senso letterale una "sbavatura", o in un senso estensivo una "macchia", un "errore". E non è addirittura un "orrore", se produce una strage? Non era filologia ma sostanza. Abbiamo scelto di dare visibilità alla notizia "il missile francese", ma il peso di quel sostantivo resta tutto, ed è il cuore del nostro incontro di oggi. Mai come in queste ore la pregnanza e l'esattezza della lingua esprimono un contenuto: il senso forte di un titolo - e quindi dell'inchiesta che state per vedere - sono la risultante di un problema complesso. Non a caso in inglese, gli stessi produttori, hanno tradotto "secret bloodstain": aggiungendo una "macchia di sangue" e "un segreto" al vocabolo originale, per dar peso alle intraducibili sfumature lessicali della lingua francese.
Dopo l'annuncio pubblico di questa anteprima, domenica sera - solo tre giorni fa - mi chiama al telefono il generale Tricarico, ex capo di Stato maggiore della Difesa che tralasciando la "bavure" (e arrabbiato proprio per questo titolo, per la parola "missile") mi dice: "Scusi Telese, ma mica crederà anche lei a questa balla del missile? Quel documentario francese è un racconto di fantasia, e perpetua un’invenzione, una favola vecchia ormai vent'anni. Lo testimoniano i processi in cui tutti i militari - asserisce il generale - sono stati assolti. Il DC-9 è esploso per una bomba nella toilette, punto. Il resto sono balle". 
Basterebbe questa telefonata, che sintetizza le posizioni di chi ancora sostiene la tesi di un ordigno esplosivo a bordo de DC-9 Itavia precipitato a Ustica, per spiegare quanto l'Italia sia il luogo della memoria divisa, e quanto su questa strage il nostro paese abbia mostrato in 36 anni di inchieste e processi il suo lato peggiore: istituzioni in conflitto, piccoli grandi misteri, depistaggi e bugie (purtroppo acclarati) e persino morti sospette. Il generale Tricarico - nella telefonata che ho citato - si riferiva ad una sentenza del 2007  che ha assolto dall'accusa di "alto tradimento" i generali della Difesa Bonucci e Ferri perché il fatto "non sussiste". La Corte, cioè, ha ritenuto non dimostrabile il fatto che gli imputati - scagionati nei giudizi precedenti per prescrizione e cancellazione del reato - avessero ricevuto notizia della presenza di aerei stranieri nello spazio aereo italiano. Ma questo non metteva in discussione le prove inoppugnabili dei documenti manipolati, dei registri strappati, dei nastri smarriti che avevano spinto il giudice Priore a denunciare l'inquinamento delle prove e della sua inchiesta. Questa sentenza affermava semplicemente che la responsabilità diretta dei graduati militari in queste azioni non era giudiziariamente provabile. Eppure, solo pochi giorni dopo questa giudizio - nel 2007 - una nuova, ennesima inchiesta fu aperta per le clamorose rivelazioni dell'ex presidente del Consiglio Francesco Cossiga: "Il DC-9 è stato abbattuto da un missile, e a tirare questo ordigno sull'aereo civile sono state le forze armate di un paese alleato che puntando male un missile colpì l'aereo". Volevano uccidere Gheddafi". Anche un altro ex ministro dell'epoca, un uomo come Rino Formica, dichiara tutt'ora di essere stato tratto in inganno, e oggi si dice convinto della tesi "che il DC-9 sia stato abbattuto da un missile". Viviamo quindi in un paese in cui le autorità politiche sostengono una tesi, e quelle militari ne affermano una opposta. Un paese in cui la sentenza ordinanza del giudice Priore esclude le tesi del cosiddetto "cedimento strutturale" (un’avaria a bordo) e della bomba (quelle che scagiona i militari) ed altre sentenze in procedimenti correlati (quelle che ho appena ricordato) affermano invece che le tesi di una responsabilità della Difesa sono indimostrabili.
In questo clima di battaglia giuridica, e civile, questo rigoroso documentario francese prodotto da Canal Plus si concentra quasi esclusivamente sul lato delle responsabilità francesi, quelle di cui parlava Cossiga. Scandagliando questo tema, un giornalista francese - Emmanuel Ostian - ha realizzato per questo importante network francese, una inchiesta che rivela un nuovo "muro di gomma": è quello che riguarda le amnesie e le mezze ammissioni riconducibili alla Difesa e al governo francese. In questa inchiesta le responsabilità di parte italiano sono sullo sfondo, ma tutti gli elementi che emergono sui silenzi francesi sono nuovi e interessanti. A partire dai documenti che in modo paradossale (si tratta di materiale promozionale della Difesa francese) provano la presenza a lungo negata di una portaerei della Marina nel Mar Tirreno proprio la sera della strage. E proseguendo con l'esibizione dei reperti i delle perizie - visionato dal giornalista francese all'Archivio di Stato italiano - secondo cui appare impossibile qualsiasi esplosione a bordo. Quello di Canal Plus è un racconto drammatico che ricorda davvero un film giallo. Considerando il valore di questo documento, l'importanza di questo dibattito, il peso delle 81 vittime di una delle più efferate stragi commesse in Italia, il ruolo civile che l'informazione può e deve svolgere su temi così controversi, Mediaset ha deciso di acquistare i diritti del documentario di Canal Plus, curarne un’edizione italiana, offrirlo in prima televisiva ai suoi telespettatori con il corredo di uno speciale di “Matrix” che ospita tutti i principali protagonisti di questa vicenda. Siamo convinti che mettere a disposizione dell'opinione pubblica un documento inedito di questo valore e offrire un dibattito di livello, siano un servizio utile per fare chiarezza di una pagina così importante della storia italiana".

Luca Telese

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