15 febbraio 2016

"Bosch" e "Mr.Robot"

"C'è un nuovo detective nel già affollatissimo mondo dei polizieschi televisivi, e si chiama, nientemeno, Hieronymus Bosch. Molti lo conoscono già, per via dei numerosi bestsellers di cui è protagonista. II suo creatore, l'ex cronista di nera Michael Connelly, è prima di tutto, a sua volta, un fanatico di crime-story, con una mania per Raymond Chandler, di cui prese in affitto l'appartamento quando si trasferì a Los Angeles. Naturale dunque che quei furbacchioni di Amazon l'abbiano ingaggiato per la riduzione a serie tv dei suoi romanzi. Con ottimi risultati, sia di critica che di pubblico, anche perché, prima di mettere in produzione l'intera serie, avevano fatto votare il pilot in rete. E in effetti, Bosch (Premium Crime, dal 24 febbraio, alle 21.15) è proprio un buon prodotto: cast robusto e riconoscibile, ambientazione intrigante in una"città degli angeli" da vecchio noir, regia asciutta e sostanziale, scrittura di altissima qualità. Tutto preciso, studiato, quasi troppo. Il primo episodio si svolge sotto Natale, evocato attraverso dettagli fulminanti: un Babbo Natale ubriaco in prigione, una poliziotta in ufficio col berrettino rosso. Manifesto programmatico o soltanto risultato di un complicatissimo algoritmo?". (Arnalda Canali, "Sette" del "Corriere della Sera")

"La fiction non è bella se non è complottista Non è una tendenza nuova, per carità. Ma alcune delle fiction più importanti che vedremo quest'anno sono decisamente complottar-de. Ci raccontano un mondo in cui tutte le informazioni che riceviamo sono false e manovrate da poteri oscuri che collegano governi e multinazionali. L'idea del complotto globale vive anche nella serie più premiata dei Golden Globe, Mr. Robot, che vedremo dal 3 marzo su Premium Stories, ogni giovedì in prima serata. Nella serie il bravissimo Rami Malek interpreta un nevrotico (e drogato di morfina) ingegnere, di nome Elliot Alderson. Elliot di giorno lavora per una società di sicurezza, l'Allsafe. Di notte però compulsa archivi informatici, "cracca" siti e spia la vita delle persone a cui tiene, compresa la sua psicologa, in un crescendo di ansia e alienazione. Qualche volta si trasforma anche in un vero giustiziere di criminali digitali. Ma poi il gioco si fa duro. Spuntano il Mr. Robot che dà il nome alla serie (Christian Slater) un anarchico che vuol far fallire tutte le banche sfruttando il fatto che ormai il denaro non è altro che un dato rinchiuso in qualche server, e la misteriosa E Corp, multinazionale che con l'elettronica controlla tutto. Insomma, ci sono delle specie di "Savi di Sion" della rete. Tutta fiction per carità, e divertente, ma fa un po' specie veder raccontare il mondo così. Mancano solo le scie chimiche...". (Matteo Sacchi, "Il Giornale")

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