14 dicembre 2015

"Girlfriend's Guide to Divorce", "Mr. Robot", "Proof" e "100 Code"

"È finalmente in onda anche da noi 'Girlfriend's Guide to Divorce' (Premium Stories, sabato, 21.15), novità prodotta da Universal Cable, in onda su Bravo, canale americano femminile dedito soprattutto a reality-show di media levatura. Tra i prodotti di punta, The Real Housewives, ovvero il tentativo (piuttosto riuscito) di tradurre in reality il successo delle famose, mai abbastanza rimpiante, casalinghe disperate". Anche questa nuova serie è incentrata sulle vicende di una quarantenne (interpretata da Lisa Edelstein, la mitica Cuddy di Dr House), autrice di libri di auto-aiuto per donne in carriera alle prese con le impervie fatiche del matrimonio e della maternità, in procinto di affrontare il suo stesso divorzio e conseguente "nuovo inizio". Sempre in bilico tra il trash e il melò, ma senza propendere mai per uno dei due lati oscuri, con una solida scrittura e una trama ben congegnata, Girlfriend's Guide to Divorce sembra aver ben assimilato la lezione dei nuovi titoli femminili di tendenza, traducendola per la vicina del piano di sopra". (Arnalda Canali, "Sette" inserto del "Corriere della Sera")

"'Mr Robot'. Un titolo, on air da marzo su Premium Stories, che è stato giustamente definito come la serie rivelazione dell'anno. Ma non si tratta certo della solita storiella del super eroe con problemi esistenziali. Tutt'altro. Nel suo lento incedere, Mr Robot solleva il problema dei complotti bancari, il dramma della solitudine sociale, il doppio volto della giustizia, il falso mito dell'anarchia: una voragine di temi che svicola dalle facili scorciatoie buoniste, per arrivare dritto al cuore dello spettatore. Le piccole realtà cable stanno facendo davvero passi da gigante. L'ingegnere sociopatico di «Mr. Robot», serie rivelazione americana prodotta da una piccola emittente". (Francesca D'Angelo, "Libero")

"La vita di Jennifer Beals, che da studentessa modello di Yale nel 1983 si trasformo' grazie a un passo di danza e un body nero attillato in una star grazie al ruolo di operaria saldatrice-ballerina nel film "Flashdance", indimenticabile cult movie che incasso' cento milioni di dollari, sbancando i botteghini di mezzo mondo, e' stata costellata nel corso della sua carriera di alti e bassi. La pellicola, diretta da Adrian Lyne e movimentata dalla bellissima ed energica hit "What a feeling", ha 32 anni mentre la Beals, che con la sua sensuale canottiera strego' il pubblico maschile - ne spegne 52 il 19 dicembre. Ora torna in tv danzando sulla soglia dell'aldila'. "Proof" e' il nuovo serial ambientato "ai confini della realta'" di Premium Stories, in onda in anteprima dal 17 dicembre, che la vede come protagonista. L'appuntamento e' per ogni giovedi' in prima serata. Beals, amica di registi come Tarantino che la omaggio' con un ringraziamento speciale nei titoli di coda di "Pulp Fiction", n e' stata gia' protagonista di serie tv come "The L Word" e "The Chicago Code". Ma anche in Italia ha lavorato con Carlo Vanzina nel film "La partita" e con Nanni Moretti in "Caro Diario", dove e' apparsa in un cameo nei panni di se' stessa. Di vecchia data il suo rapporto di amicizia invece con Massimo Troisi tanto che alla sua morte ha organizzato una retrospettiva in suo onore al Moma di New York. Dell'attrice si era parlato anche come protagonista di un film sulla vita dell'attore e regista napoletano premio oscar per Il Postino, per la regia di Stefano Veneruso, suo nipote. Tratto dal romanzo omonimo della sceneggiatrice Anna Pavignano". (Nicoletta Tamberlich, "Ansa")

"Interessante esperimento (ben riuscito) '100 Code', serie di Premium Crime che innesta in terra svedese, con cast condiviso tra paese scandinavo e States, gli stilemi del crime americano. Un pool di reti nordiche e tedesche commissiona a Robert Moresco (Black Donnellys, Oscar per la sceneggiatura di Crash) un serial sviluppato a partire dal romanzo Merrick dell'irlandese Ken Bruen. Ne sono protagonisti il nevrotico/insonne Conley del NYPD e il pacato/introverso Eklund, poliziotti di opposte sponde continentali ed emozionali. II primo ha lasciato New York per Stoccolma sulle orme di un serial killer che uccide giovani bellezze bionde e poi le seppellisce tra gli asfodeli. Altri incubi lo incalzano: il partner ucciso per sbaglio, la donna amata che lacrima sangue. Disilluso, il secondo sta per lasciare la polizia: sensi di colpa (una moglie lasciata sola in punto di morte, la figlia ribelle e trascurata) e la stanchezza di un lavoro che logora. Le indagini e qualche mistero svelato avvicinano: gli opposti si trovano e faticosamente, sospettosamente collaborano, intanto svelandosi reciprocamente. Bello il contrasto tra i due interpreti, l'ex hobbit Dominic Monaghan e il Michael Nyqvist di Millennium, con questo che spesso sovrasta il compagno per assenza di manierismi. Appassionante e cupo, disturbante e deragliante, come da manuale del nordic noir, 100 Code appartiene a una nuova generazione di produzioni che reti ormai transnazionali e produttori che operano nel Vecchio e Nuovo continente realizzano pensando a un mercato ubiquo. E dove il vero limite non sono le modalità narrative, la tecnologia o le storie, ma la lingua. Di qui escamotage che - come in questo caso, magari un po' macchinosamente - prevedono la convivenza dell'inglese con altri idiomi "locali"". (Lorenza Negri, "Film Tv")
 

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