19 gennaio 2015

"Person of Interest" 4 ed "Hemlock Grove"

"Per una serie tv, l'arrivo di ogni nuova stagione ha qualcosa di rassicurante. Signifca che c'è ancora forza e disponibilità per un teleflm a metà tra thriller e azione, girato benissimo, con il pubblico ormai afezionato ai protagonisti. 'Person of Interest' (la quarta stagione inedita per l'Italia ogni in prima serata su Premium Crime) era nata da suggestioni forti, lanciando l'identità di serie tv immersa nelle paranoie post-11 settembre, in particolare per quanto riguarda l'uso da parte di governi, o di altre potenti organizzazioni, di tecnologie primarie e d'avanguardia per controllare tutto e tutti. Alla 'Minority Report'. La diferenza è che veniva usata, la tecnologia in questione, a fin di bene, in quanto gestita da un gruppo di simil-supereroi, guidati dall'attempato nerd Mr. Finch (Michael Emerson), a sua volta affancato dal braccio, Mr. Reese (Jim Caviezel), che all'occorenza picchiava e sparava alla perfezione. In una New York sospesa ma più che reale, tra crimini grandi e piccoli, la Macchina agiva per il bene. Ora, con l'afevolirsi delle istanze da panico per la propria privacy (e probabilmente con la scoperta, via social network, che la stragrande maggioranza degli umani ha in realtà una voglia matta di farsi spiare) la faccenda ha preso strade limitrofe, ora le Macchine sono due nel senso che è arrivata quella cattiva, i nostri eroi hanno dovuto riparare in un anfratto abbandonato della metro e creare una sede di fortuna. Signifca che Person si appresta a vivere sempre più d'altro, ovvero della funzionalità assoluta del quartetto di protagonisti - ai due si sono affiancati nel tempo due energiche e molto interessanti ragazze dall'oscuro passato - e nella defnizione sempre più difcile, da riscoprire a ogni episodio, di quali siano le vere forze del bene in campo. La serie, con il dovuto ritardo, passa ormai da anni anche in chiaro su Italia 1, con buoni ascolti e abbondanti repliche. Ed è forse l'unico prodotto davvero azzeccato dopo Lost che arriva dalla casa di produzione di J.J. Abrams". (Antonio Dipollina, "Il Venerdì" de "La Repubblica").

"Atmosfere dark, una foresta che circonda la cittadina solo all'apparenza tranquilla, due famiglie dal passato a dir poco torbido e svariati omicidi. È arrivata anche in Italia - ogni giovedì in prima serata su Mya - il canale pay di Mediaset Premium - una delle produzioni sulle quali Netflix ha maggiormente puntato nel corso delle ultime stagioni: 'Hemlock Grove', basato sul romanzo omonimo di Brian McGreevy. Un horror drama solo all'apparenza diretto a un pubblico giovanile ma che invece preferisce giocare nelle mescolanza dei generi, nella scrittura che si misura sul filo dell'ironia nel sottolineare l'ambigua amicizia che lega i due protagonisti. Licantropia e vampirismo, ma non siamo dalle parti di Trué Blood- sia ben chiaro anche se il compositore delle musiche è lo stesso Nathan Barr, né si ammicca al melò cinematografico della saga di Twilight. A garantire una buona tenuta del prodotto oltreché un accurato script - vigila come produttore esecutivo Eli Roth, regista di una degli horror cult dell'ultimo decennio, Hostel, che evita di cadere nella facile trappola degli stereotipi del genere. Hemlock Grove, come ha scritto Variety: «è una serie che dimostra come le generazioni attuali convivano con l'orrore che spesso non ha spiegazioni, se ne impossessa e le rende vittime quasi senza che se ne accorgano». Una soap horror dalle atmosfere gotiche ma sullo sfondo si racconta anche altro: esperimenti di genetica e caratteri transgender, come la sorella del protagonista che sembra quasi una caricatura del cantante Anthony...Personaggi border line, più di una citazione alla storica Dark Shadows, e una predilezione per i ruoli femminili dove spicca per recitazione e scrittura, la diabolica e conturbante Famke lanssen (vista in Nip/Tuck e X-Men) nei panni della matriarca di casa Godfrey". (Stefano Crippa, "Il Manifesto").

VEDI ANCHE

i nostri tweet