DOWNTON ABBEY 3

Le recensioni inglesi e americane della terza stagione in onda in prima tv assoluta su Retequattro a partire da giovedì 19 dicembre, in prima serata

"Downton Abbey", al via con la terza stagione inedita giovedì 19 dicembre in prima serata su Retequattro, è forse l'unica serie che, giunta all'ennesima stagione, continua a raccogliere recensioni positive quasi all'unanimità.
Anzi: secondo la maggior parte dei critici, la terza stagione si è persino mostrata superiore alla seconda, tornando ai fasti della prima.
Particolare attenzione ha ricevuto il confronto tra Maggie Smith e la new entry Shirley MacLaine, entrambe premi Oscar, entrambe chiamate a interpretare ruoli femminili sofisticati, ironici, taglienti.
In attesa della partenza della serie (qui tutto quello che c'è da sapere su "Downton" come fenomeno di costume), abbiamo tradotto per voi le recensioni inglesi e americane più significative.

RECENSIONI INGLESI
The Telegraph: "Sembra che la serie sia tornata ai suoi momenti migliori, quelli che ci hanno fatto innamorare nel 2010: la sceneggiatura stringente, la ricchezza di dettagli... e in più un tocco di glamour hollywoodiano", Ben Lawrence.

The Guardian: "L'estetica del dopoguerra aiuta. Uno sguardo alla prima puntata e capisci subito quanto hanno speso per il guardaroba e le pettinature", Viv Groskop.

The Independent: "A quanto pare, i Crawley hanno problemi finanziari come tutti noi", Annalee Mather.

The Daily Mail: "Anche se sono passati nove mesi, il suo impatto culturale non è diminuito, soprattutto in America dove la sua sensibilità squisitamente inglese è stata parodiata da chiunque, dai rapper ai Simspon. Persino i politici ce l'hanno sempre sulla bocca: desiderosi di mostrarsi aggiornati sulle tendenze più popolari", Chis Hastings.

The Mirror: "Sarà anche un melodramma... ma è sempre gloriosamente avvincente".

RECENSIONI AMERICANE
Variety: "Entusiasmante sin dalle prime scene, la nuova stagione segna probabilmente un piccolo miglioramento qualitativo... Shirley MacLaine e Maggie Smith sembrano divertirsi talmente tanto che sorge il sospetto abbiano girato le scene gratis", Brian Lowry.

The Hollywood Reporter: "E' praticamente perfetta come la prima stagione, altrettanto sicura e avvincente... Fellowes torna a quello che in questa serie conta di più: lo sviluppo dei personaggi", Tim Goodman.

People: "Se i Grantham non navigano in buone acque, emotivamente sono più ricchi che mai", Tom Gliatto.

Entertainment Weekly: "Il fenomeno Downton qui e all'estero si fonda sul bisogno di un ordine e di un decoro che non esistono più", Ken Tucker.

New York Daily News: "Finita la Grande Guerra, la terza stagione di ?Downton Abbey' torna a focalizzarsi un po' di più sull'interiorità, e il risultato dovrebbe piacere a tutti quelli che della serie hanno apprezzato i personaggi sfaccettati e la sontuosa rievocazione di un modo di vivere che sta scomparendo", David Hinckley

New York Magazine: "E' una serie "leggera": "leggera" nel senso di "opposta a pesante", non di "sciocca"; è calda, piena di speranza, motivante", Matt Zoller Seitz.

Washington Post: "Downton Abbey questa volta torna più forte e vivace che mai, con nuove trame, intriganti e sorprendenti", Hank Stuever.

Boston Globe: "E' al tempo stesso nobile e bassa, ironica e commovente", Sarah Rodman.

San Francisco Chronicle: "E' piena di coincidenze e forzature, un po' come i romanzi ottocenteschi... Di tanto in tanto i personaggi si comportano in modo imprevedibile... Ma, ancora una volta, nessuno di questi difetti impedisce di godersi la serie alla grande", David Wiegand.

Usa Today: "Downton Abbey resuscita ruggendo... Con un cast così uniformemente talentuoso, l'attore più bravo sembra sempre l'ultimo apparso sullo schermo", Robert Bianco.

Tv Guide: "Grande intrattenimento, in cui la sfacciataggine vince sulla noia. Televisione da popcorn, ma con un retrogusto di champagne", Matt Roush.

The Huffington Post: "Ci sono momenti di questa stagione che mi hanno fatto ridere e altri che mi hanno fatto piangere. Non c'è dubbio che il mix di voyeurismo nei confronti dei ricchi, follie da opera leggera, e questioni emotive serie, possa essere enormemente soddisfacente, quando funziona. E va detto: funziona meglio col procedere della stagione", Maureen Ryan.

Viviana Sicurella

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