LE SORPRESE DI QUINTA COLONNA

«In barba a tutti i discorsi teorici sul pubblico caratteristico delle reti, tra la prima e la seconda puntata di "Quinta Colonna" su Canale 5 il profilo del pubblico è cambiato radicalmente nella sua composizione». Sebastiano Lombardi è il "mago degli ascolti" dell'informazione Mediaset, l'uomo che quotidianamente esamina e compara ciò che succede nel giornalismo televisivo italiano.

Che cosa è successo nella seconda puntata?
«Stesso numero di persone davanti alla tv, ma il posizionamento si è avvicinato molto a quello dell'informazione di prima serata, quella con  la "I" maiuscola: maschile, settentrionale, di alto profilo d'istruzione».

In un'estate di caldo africano Canale 5 sperimenta l'approfondimento giornalistico in diretta in prima serata. Proprio quando i programmi di informazione in tv si spengono. Qual è il giudizio sugli ascolti complessivi?
«La seconda puntata ha fatto il 10.4% di share con 1,8 milioni. Un risultato in linea con l'esordio di giovedì scorso. Personalmente sono contento. Canale 5 non ha mai avuto un prodotto seriale di informazione in prima serata. Il nostro esperimento richiede tempo per creare un'abitudine di ascolto e fiducia nella formula, anche perché sconti sui contenuti non ne facciamo».

Il passaggio da un programma come "Quarto Grado" su Retequattro a "Quinta Colonna" su Canale 5 ha stupito il pubblico?
«La prima puntata ha importato su Canale 5 gran parte del pubblico di "Quarto Grado": gli affezionati di Salvo Sottile e dei gialli di cui si sta occupando con successo da diverse stagioni. Canale 5, insomma, non aveva ancora aperto la sua linea di credito con il nuovo esperimento. Nella seconda puntata ci siamo focalizzati su temi di hard news per vedere come il pubblico poteva rispondere. Proprio perché siamo in estate, liberi da vincoli di performance, pronti a sperimentare un'offerta del tutto nuova per l'ammiraglia».

In piena estate cala il pubblico, si sa. Ma il dato di share, cioè la quota di pubblico davanti al teleschermo che sceglie le grandi reti, non dovrebbe subire ripercussioni particolari. Non è così?
«L'estate è la stagione nella quale le reti generaliste, soprattutto Canale 5 e Rai Uno, risentono maggiormente della controprogrammazione. Gli spettatori sono in libera uscita. Chiedere al pubblico di Canale 5 di seguirci per due ore e mezza su temi di informazione pura è tanto, forse. Ma la risposta del pubblico è stata buona, soprattutto se guardiamo ai risultati della concorrenza in questi stessi giorni. Bruno Vespa in prima serata con un marchio consolidato come "Porta a Porta" ha ottenuto un risultato molto vicino al nostro».

Quindi in luglio non ha senso aspettarsi di più?
«Direi di no. Certo, se avessimo insistito su temi più popolari, magari trattati con qualche concessione di troppo all'emotainment, cioè all'intrattenimento fatto con il pretesto dell'informazione, col tempo avremmo fatto magari il 14% e avremmo chiuso ogni discorso sui risultati. Ma non credo ne valesse la pena. Non ci piace vincere facile. Non era questo il mandato editoriale».

Per quante puntate andrà avanti "Quinta Colonna"? Temi previsti?
«Sarà regolarmente in onda fino al termine di agosto, tutti i martedì. I temi in cantiere sono tantissimi. Alcuni sorprendenti, nessuno ovvio. Ma ovviamente la scaletta è dettata dall'attualità. Le notizie non vanno in ferie».

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