08 marzo 2012

SUITS

I primi tre minuti e le recensioni americane

Debutta sabato 10 marzo alle 21.15 su Joi/Mediaset Premium la serie 'Suits', legal drama incentrato sulle vicende di due avvocati molto particolari.
La puntata pilota, di cui vi proponiamo in anteprima alcune scene, sarà visibile a tutti, in modalità free-to-air, su Premium Anteprima (in alcuni decoder, al canale 309).
Nell'attesa, abbiamo raccolto e tradotto per voi le reazioni della stampa a stelle e strisce.





TRAMA

Mike (Patrik J. Adams), ragazzo generoso dotato di un'intelligenza fuori dalla norma, viene espulso dalla facoltà di legge dopo esser stato beccato con della marijuana che aveva accettato di trasportare per aiutare la nonna in difficoltà economiche.
Mentre tira a campare sostenendo esami di legge al posto di altri studenti, incontra per caso Harvey (Gabriel Macht), un avvocato brillante e spregiudicato che, non appena si accorge della bravura di Mike, lo assume senza rivelare a nessuno che il ragazzo non ha alcuna abilitazione all'esercizio dell'avvocatura.

GIUDIZI
Los Angeles Times
: "Il vero centro della serie è l'accoppiata di Mike e il suo rampante superiore Harvey, lo yin e lo yang, Harvey un egocentrico e stiloso stratega con un fiuto particolare per le debolezze umane, Mike un ragazzo ingenuo e affettuoso che non è consapevole del proprio genio - pensa di essere un mediocre - e abbraccia i clienti", Robert Lloyd.

The New York Times: "Il canale a quanto pare ha come mandato quello di sollevare l'umore nazionale, facendo appello all'immaginario delle seconde opportunità e delle chance sessuali. Il sole splendente in queste serie è un personaggio tanto quanto le spie, i ladri e i poliziotti", Ginia Bellafante.

New York Daily News: "Se si riesce a passare oltre le premesse poco credibili di Suits, il viaggio potrebbe essere divertente", David Hinckley.

Wall Street Journal: "In questo caso, quello che colpisce è che la serie e i personaggi riescono a creare qualcosa di realistico", Nancy DeWolf Smith.

Miami Herald: "Suits è molto di più dell'ennesima serie stravagante e ad effetto. Sotto i dialoghi brillanti e divertenti si nascondono delle sfumature emozionali", Glenn Garvin.

Boston Herald: "Uno è un avvocato senza anima, l'altro un genio senza obiettivi. Possono questi due folli Peter Pan affrontare il sistema legale e aiutarsi reciprocamente a crescere? Hey, è una serie del network USA...", Mark A. Perigard.

Boston Globe: "E' difficile odiare queste serie, ma allo stesso tempo è difficile rimanervi fedele mentre ripetono le loro trame familiari di settimana in settimana", Matthew Gilbert.

San Francisco Chronicle: "Il fascino della serie non ha nulla a che fare con la credibilità, ma con il rapporto tra Mike e il suo nuovo capo, compagnoni e un po' fratello minore-fratello maggiore", David Wiegand.

Newsday: "Questi stilosi 'suits', abiti da uomo, non sono affatto vuoti. Ma bisogna vedere quanto la rete consentirà davvero ai propri eroi di mettere a nudo la loro anima e le loro emozioni", Diane Werts.

USA Today: "Potresti perdonare i difetti strutturali della serie se i casi di puntata fossero appassionanti, ma sfortunatamente sono tutt'uno con gli errori della serie", Robert Bianco.

Entertainment Weekly: "Abbastanza divertente, moderatamente godibile, e uguale a se stessa in modo rassicurante", Keith Staskiewicz.

Variety: "Un po' più scura delle serie USA, Suits segue abbastanza bene gli schemi della rete, ma non se si considera lo slogan 'Benvenuti personaggi'", Brian Lowry.

People Weekly: "Il divertimento sta nel guardare l'ingenuo Adams mentre distrugge tutte le astuzie degli altri", Tom Gliatto.

The Huffington Post: "Mi è piaciuta la performance di Gabriel Macht nei panni del protagonista Harvey Spector. Negli occhi ha uno scintillio compiaciuto che ti fa capire che si sta godendo la sua performance proprio come stai facendo tu... Il fatto è che questi due ragazzi dovrebbero essere il centro della serie... ed è strano che la serie contini ad allontanarsi da essi", Maureen Ryan.

MORALE DELLA FAVOLA
Le serie del network americano USA sono inconfondibili: ambientazioni lussuose, personaggi brillanti e ben vestiti, dialoghi e ritmi serrati. In poche parole: un'evasione di stile come antidoto alla crisi e al grigiore della quotidianità. E' sufficiente tutto questo per fare una buona serie? Secondo alcuni critici americani sì, secondo altri no. Per farvi una vostra opinione, l'appuntamento è ogni sabato in prima serata su Joi.

Viviana Sicurella
 

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