02 novembre 2015

"Supergilr", "Arrow", "The Flash" e "Gotham"

"'Supergirl' è la serie più vista della stagione autunnale su Cbs. Lunedì scorso, ha attirato 12,9 min di spettatori complessivi. Dal marzo 2013, con la prima serie di 'Arrow', Italia Uno ha spinto sul genere supereroi, bissando poi con la serie The Flash, e molti film, da Captain America a Thor, da X-Men fino ad Iron Man o Spider-Man. In dicembre debutterà in chiaro la serie 'Gotham' (sulle origini di Batman), in febbraio 2016 partiranno sia la quarta serie di 'Arrow' sia la seconda di 'The Flash', e successivamente ci sarà il debutto, appunto, di Supergirl e di Legends of tomorrow (previsto in autunno). Stupefacente, per la categoria dei giornalisti, la prima puntata di 'Supergirl': come si vedrà in febbraio, la cugina di Superman, Kara Zor-El, è stata catapultata sulla terra a 13 anni. E per i successivi 11 anni ha deciso di non usare i suoi superpoteri. A 24 anni fa la timida assistente di Cat Grant, una 40enne aggressiva che è a capo del colosso multimechale Catco worldwide media, con sede nella città di National city. Cat Grant decide di licenziare la gran parte dei redattori del suo giornale cartaceo Tribune e avverte Kara Zor-El di avviare le pratiche. Ma Kara non vuole mettere sul lastrico decine di famiglie, chiede alla sua capa di cambiare idea. Lei, tuttavia, è decisa, e motiva la sua scelta: «I nostri concorrenti del Daily Planet, nella città di Metropolis, fanno un sacco di prime pagine grazie a Superman. Noi, invece, a National city, non abbiamo neanche un supereroe. O mi trova un supereroe anche qui, o le lettere di licenziamento devono partire al più presto». Ecco la goccia che fa traboccare il vaso: Kara svelerà la sua identità di Supergirl. E lo farà, quindi, fondamentalmente per salvare il posto di lavoro ai giornalisti. 11 che, peraltro, non è un bel segnale per la categoria: solo un supereroe potrà assicurare la sopravvivenza degli scriba. Volendo spingere l'analisi un po' più in là, è interessante che tutto ciò avvenga poi in una serie con protagonista Super-girl, la cugina ' di Superman. Perché, come ci ricorda Quentin Tarantino nel memorabile monologo di Bill in Kill Bill vol. 2, «l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter-ego: Bat - man è di fatto Bruce Wayne, l'Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Super-man non diventa Superman, Superman è nato Superman (e così pure Supergirl, ndr); quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande «S» rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti; quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume, è il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana»". (Claudio Plazzotta, "Italia Oggi")

"Ha esordito il 26 ottobre, sulla rete statunitense CBS, l'attesissima serie tv 'Supergirl' in arrivo su Italia 1. Scritta da Greg Berlanti (già ideatore di Arrow e The Flash), Ali Adler e Andrew Kreisberg, è la versione telefilmica del personaggio nato sui fumetti DC Comics nel 1959, molto in linea con questi tempi in cui essere umani veri e normali è un plusvalore e non una diminutio. Il vero nome di Supergirl (che ha sangue di supereroina perché è la nipote di Superman) è però, e ovviamente, poco umano. Si chiama originariamente Kara Zor-El, ma quando sbarca sulla Terra, 12enne, in fuga dal pianeta Krypton per salvarsi dalla sua distruzione, viene adottata e diventa Kara Danvers. A interpretarla c'è, ed è perfetta per la parte, Melissa Benoist, che abbiamo già apprezzato nella serie tv musical Glee. Ritroviamo Kara-Supergirl 12 anni dopo lo "sbarco" terrestre: 24enne, è assistente per l'agenzia CatCo, indossa come noi tutte un semplice maglione sulla minigonna e le scarpe stringate, e si ritrova a lottare con il dilemma se usare o meno i suoi superpoteri. Dubbio quasi amletico che poi risolverà decidendo di utilizzarli per aiutare i cittadini di National City, presso i quali diventerà nota - e giustamente amatissima come Supergirl. La serie arriverà presto anche sui nostri schermi, trasmessa da Mediaset, e si preannuncia decisamente interessante perché crea uno spartiacque nella storia delle supereroine (motivo per cui risulterà attraente anche agli occhi dei non più adolescenti). Supergirl, infatti, è una specie di supereroina nella quale predominano i tratti che vanno da normal a nerd. Molto diversamente, per esempio, dalla storica Wonder Woman. Possiede molti poteri che sono anche dello zio Superman, ma è parecchio impacciata, oltre che con quelli, anche nei rapporti con gli esseri umani, con i quali condivide i problemi. A esempio nel rapporto con il suo capo, la tremenda fondatrice dell'agenzia CatCo, interpretata maestosamente da Calista Flockhart. Non era possibile scegliere attrice migliore per quel ruolo, dopo tutte le bizzarrie di cui la Flockhart si rese protagonista nell'indimenticabile ruolo di Ally McBeal nell'omonima serie degli anni Novanta. Greg Berlanti, che ha molto lavorato perché Supergirl fosse una ragazza più normale che supereroica, ha dichiarato: «Supergirl è molto diver- so da Arrow e The Flash, c'è molta commedia, è una serie sulle relazioni in atto di una giovane donna che si ritrova a gestire una personalità ingombrante da super-eroina. È un titolo che punta al divertimento, più che all'azione, con inserti... intergalattici!». Insomma, più che le quote rosa rappresentate da donne che sono una brutta copia dei supereroi maschili, o in generale dei maschi, qui la quota rosa è il classico fiocchetto (rosa) che identifica una ragazza/donna mentre lotta innanzitutto per diventare se stessa. La sua Forza, com'è sempre per gli outsider, non solo supereroici, può essere anche una debolezza, una "diversità" che condiziona. ma poi arricchisce la sua agognata normalità". (Gemma Gaetani, "Libero")

"Arriverà in Italia nei primi mesi del 2016 (precisamente su Italia 1) una delle serie made in Usa più attese dell'anno: 'Supergirl'. Ora però, dopo mesi di indiscrezioni e trailer, c'è stata la messa in onda americana e la preview italiana e possiamo dirvi com'è. Come tutte le serie firmate Greg Berlanti (è il papà di Flash e di Arrow) si tratta di un vero e proprio fumettone, che si mantiene nel solco dei personaggi inventati dalla DC comics (a parte Batman, hanno meno introspezione psicologica di quelli Marvel). In questo caso poi il prodotto è pensato per un pubblico molto giovane. Al centro della trama le avventure della cugina di superman, Kara Zor-El, che era stata spedita sulla Terra assieme al cugino (più piccolo) perché badasse a lui. Durante il viaggio le cose sono andate un po' storte (un pasticciaccio spazio temporale molto «fanta» e poco «scienza»). Così Kara è arrivata sulla Terra dopo Superman. Quindi è stato lui a trasformarsi nel protettore di Kara. Kara (Melissa Benoist) è combattuta sul fatto di usare o meno i suoi poteri. Alla fine lo fa, perché la terra è sotto l'attacco di alieni (che Kara ha involontariamente liberato da una prigione spaziale). La base è quella del fumetto anni '70 che era nato per trovare una controparte femminile a Superman. E il limite si sente (discutibile e discusso anche il costume dell'eroina ridicolmente vintage), però Berlanti ha fatto una bella rivisitazione in chiave ironica di vicenda e personaggi. È ben riuscita soprattutto in alcuni caratteri di contorno, come la direttrice editoriale Cat Grant (Calista Flockhart protagonista di Ally McBeal) che tiranneggia Kara quando non veste i panni di Supergirl. Quel tanto di battute che, assieme alla vicenda sentimentale, sdrammatizzano il "girl-power". Chissà se farà gli stessi numeri di Flash e Arrow che in Italia hanno passato spesso i 2 milioni di spettatori e persino toccato i 3 e mezzo". (Matteo Sacchi, "Il Giornale")

"MAMMA pensaci tu. È un po' questo lo spirito con cui gli spettatori di tutto il mondo hanno decretato il successo dei film dedicati ai supereroi. A Italia 1 se ne sono accorti e hanno deciso di investire nei telefilm del genere. Già 'Arrow', iniziata nel  2013, è un piccolo miracolo: ha fatto segnare il record in assoluto, quasi 3,5 milioni. E presto arriveranno nuovi giustizieri mascherati: a dicembre ecco "Gotham", a cui seguiranno nei primi mesi del 2016 "The Flash" e "Supergirl". Proprio l'episodio pilota di "Supergirl , appena andato in onda in America, è stato mostrato ai giornalisti. Il telefilm è una vera sorpresa, perché sovverte alcuni canoni del genere. "Supergirl" spiffera subito il suo segreto ad amici, parenti, fidanzati (forse anche negli Usa pensano che le donne amino soprattutto chiacchierare e confidarsi...) e proprio come una donna qualunque passa delle ore per scegliere quale costume indossare, se con il mantello oppure no, se la gonna o i calzoncini. Insomma un prodotto divertente, che sbriciola gli stereotipi del genere e rendi questi tipacci in calzamaglia un pochino più simpatici". (Piero Degli Antoni, "Quotidiano Nazionale")

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