ESCLUSIVO QUARTO GRADO

VENERDI' 4 SETTEMBRE ALLE 21.15

«Non ho ancora visto il bambino. Il fatto che sia stato allontanato da Martina, penso sia stata una decisione sofferta da parte del Tribunale dei Minori. Io mi sono proposta in seconda battuta per l’affido, perché in prima il legale aveva proposto mio figlio. E una volta chiariti bene i ruoli e le responsabilità di quanto accaduto, penso che Alexander possa crescere suo figlio». «Se dovessero affidarmelo (il bambino, ndr), lo riempirò sicuramente d’amore... lo supporterò in tutti i sensi e avrò un approccio molto educativo. Non lo priverò mai della presenza degli altri nonni - che penso sia fondamentale - e cercherò, per quanto possibile, di offrirgli una vita normale. Il bambino va preservato e protetto in tutti modi».

Esordisce così, in un’intervista esclusiva rilasciata a “Quarto Grado”, Patrizia Ravasi la madre di Alexander Boettcher, arrestato con Martina Levato nel dicembre 2014 con l’accusa di aver aggredito con dell’acido il 22enne Pietro Barbini.

 

Di seguito l’intervista, che andrà in onda questa sera su Retequattro. «Sono una donna moralmente integra, per cui con mio figlio uso la stessa chiarezza e integrità. Non mi ha mai sfiorato il dubbio che possa essere l'ideatore di un piano criminale. Ho sempre detto che mio figlio deve pagare per le reali colpe che ha, ma sono colpe che ritengo non siano criminali», prosegue la donna.

 

La giornalista ricorda alla signora Ravasi la testimonianza di Andrea Magnani, il terzo uomo che accusa Alexander di essere la mente dell’attentato: «Quando dico che tengo molto a definire i ruoli dei protagonisti e delle comparse, intendo questo. La coppia diabolica che ha riempito le pagine dei giornali non è mai esistita. In questo caso c’è una coppia genitoriale e un terzo uomo, che ha un ruolo fondamentale in questa vicenda».

“Ora ad Alexander viene imputato il coinvolgimento anche in altri episodi”, chiede la giornalista. «Nel primo episodio con Antonio Margarito, Alexander non c’entra nulla sicuramente. È stata un’aggressione della signorina Levato. Non mi risulta che Giuliano Carparelli sia stato aggredito con l’acido. Per quel che riguarda Stefano Savi ha detto di essere aggredito da un uomo basso e tarchiato: ciò sicuramte esclude a priori la figura di mio figlio», spiega la madre di Boettcher.

 

«Recentemente ho notato che per Alexander sta diventando costruttiva l’esperienza del carcere: ho scoperto in lui la capacità di creare legami affettivi, non solo con i detenuti, ma anche con le guardie carcerarie… Gioca a suo favore, perché lo vedo maturare. L’ho sempre definito adulto anagraficamente, oggi lo vedo molto più riflessivo e molto più maturo», conclude Patrizia Ravasi.

 

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